Finsteraarhorn

Il 22 agosto 2017 è la giornata che con l’amico bolognese Andrea abbiamo scelto per provare la salita al Finsteraarhorn, la vetta più alta delle Alpi Bernesi.

Dopo quasi due anni finalmente riesco a fermarmi per fissare i vivissimi ricordi di giorni intensi ed indimenticabili.

Dal piccolo paese svizzero di Fiesch prendiamo la prima corsa in cabinovia. Iniziamo a camminare lungo una strada che sale dolcemente fino all’imbocco di una lunga galleria pedonale, per poi scendere all’attacco del ghiacciaio dell’Aletsch, il più esteso delle Alpi! 

Ingresso al ghiacciaio dell'Aletsch
Ingresso al ghiacciaio dell’Aletsch

Camminiamo per 9 chilometri sul ghiacciaio con bassa pendenza, cercando la via migliore fra i grandi crepacci.

Arrivati alla Konkordiaplatz, saliamo al passo, per poi scendere verso il ghiacciaio di Fiesch, attraversando nuovamente un reticolo di larghi crepacci. Dopo molte ore di cammino rimettiamo piede su roccia, e con una breve e ripida salita raggiungiamo il rifugio Finsteraarhorn, dove troviamo qualche altro avventuriero alpinista. In breve arrivano nuvole minacciose e si alza un forte vento, piove forte; preoccupati pensiamo alla neve che potrebbe cadere in cima, sperando che il giorno dopo il meteo sia migliore.

La sveglia suona ancora in piena notte, fuori il cielo è costellato di stelle. Partiamo lungo un sentiero, prima di raggiungere il ghiacciaio dove calziamo i ramponi.

Superiamo un’insellatura rocciosa, per poi iniziare a salire il ripido ghiacciaio; alle spalle l’alba ci regala scorci da sogno.

Alba sulle cime
Alba sulle cime

Arriviamo alla Hugisattel, insellatura della cresta nord-ovest del Finsteraarhorn. Qui inizia l’attacco della parte più impegnativa, su cresta. I primi metri sono quasi verticali e le precipitazioni della sera precedente hanno formato un sottile liscio strato di ghiaccio sopra la roccia; pensiamo al da farsi, poi iniziamo a salire cercando gli appigli migliori. Si alternano tratti più semplici, ad altri impegnativi su roccia, neve e ghiaccio, con raffiche di vento tra gli 80 ed i 100 chilometri orari.

Salita lungo la cresta
Salita lungo la cresta

Raggiungiamo la cima dopo un paio d’ore impiegate per salire la cresta. A sorpresa qui il vento tace. La croce di vetta, un panorama mozzafiato ed un abbraccio fra compagni di cordata suggelano la conquista della cima; siamo a 4273 metri.

Panorama dalla vetta
Panorama dalla vetta
La vetta del Finsteraarhorn!
La vetta del Finsteraarhorn!

Come un torrente, il ghiacciaio sottostante scorre verso valle. Davanti il Dammastock con i suoi grandi ghiacciai, da dove nasce il fiume Rodano, che ci colpisce ed inizia ad affascinare.

Ghiacciaio di Fiesch
Ghiacciaio di Fiesch

Sono quasi le 11 ed è ora di scendere, anche se qui si resterebbe incantati per sempre.

Con calma ed attenzione affrontiamo nuovamente l’insidiosa cresta; arrivati all’insellatura si può tirare un sospiro di sollievo, ora tanti chilometri davanti, ma le difficoltà maggiori sono superate.

Discesa con l'Aletschhorn alle spalle
Discesa con l’Aletschhorn alle spalle

Passiamo davanti ad edifici di ghiaccio, collegati da ponti di neve.

Costruzioni di ghiaccio
Costruzioni di ghiaccio

Ripassiamo accanto al rifugio Finsteraarhorn, costruito accanto ad un fiume di ghiaccio.

Rifugio Finsteraarhorn
Rifugio Finsteraarhorn

Attraversiamo nuovamente il ghiacciaio di Fiesch e ci giriamo per un ultimo saluto a questa splendida montagna.

Finsteraarhorn
Finsteraarhorn

Risaliamo al passo, per immetterci sul ghiacciaio dell’Aletsch.

Ghiacciaio dell'Aletsch
Ghiacciaio dell’Aletsch

A causa di un problema ad una caviglia di Andrea, usciamo dal ghiacciaio dell’Aletsch  di notte; entriamo nel rifugio vicino. Busso alle porte, ma non risponde nessuno; lascio un foglio ad indicare la nostra presenza ed andiamo a dormire. Poche ore dopo ci alziamo, cerco ancora i gestori ma invano. Ci rimettiamo in movimento, sembra un film.

Si scorgono le prime luci dell’alba, con ancora le ultime stelle che brillano. Mi sento molto fortunato per queste occasioni uniche di profondo incontro con la natura, condivise con amici, che mi danno nuove forze, il desiderio di comunicare quanto visto, e di tornare a casa per imparare a vivere anche nella quotidianità le bellezze che ci circondano.

Prime luci del giorno
Prime luci del giorno